martedì 26 gennaio 2016

Chi ha una collottola forte?

Il testo di legge denominato Cirinnà, dal nome della sua prima firmataria, ma più volgarmente conosciuto come quello che dovrebbe introdurre nuove regole e riordinare le Unioni Civili non ha una matrice governativa perché il Partito Democratico ha lasciato sin dall'inizio libertà di voto e di espressione a tutti i suoi “onorevoli”. Questo significa che si sono formate delle maggioranze e delle opposizioni trasversali nuove che prescindono dall'appartenenza a questa o quella formazione parlamentare. Per quanto riguarda il metodo, e indipendentemente dall'esito del dibattito, vorremmo vedere quasi sempre situazioni di questo genere, nelle quali le due Camere (o dovremmo dire solo una) agiscono in piena libertà di coscienza democratica e non come reparti di perfetti soldatini che obbediscono ciecamente ed indefessamente agli ordini che sono stati impartiti dagli “uomini forti” di turno al Governo. Nel merito, tuttavia, un piccolo sospetto che tale discussione abbia una forte motivazione politica rimane. Ad esempio, a pochi mesi dalle elezioni, si può pensare che il senso di questa calendarizzazione della proposta di Legge sia un modo, tutto renziano, di tirare per la collottola la Chiesa e lanciarle un sibillino messaggio su quello che potrebbe accadere se il Presidente del Consiglio e il Governo non ottenessero un aiuto appropriato (voti) e non superassero brillantemente le prossime dure battaglie elettorali. Dopotutto, a furia di avercelo ripetuto in ogni occasione anche noi ci siamo convinti di essere diventati dei gufi, i quali oltre che portar sfortuna pensano anche male e qualcuno diceva che a farlo si commette peccato ma quasi sempre ci si azzecca...

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