mercoledì 19 marzo 2014

LA CRIMEa e sangue

La Crimea è una penisola appartenuta all'Ucraina fino al 11 Marzo 2014, proclamatasi repubblica autonoma ed oggi parte integrante del territorio russo. Il crollo dell'Unione Sovietica del dicembre 1991, e la "primavera" autonomista delle ex-colonie, ha spinto verso l'autogoverno il 5 maggio 1992 anche se ha prevalso l'accettazione di rimanere all'interno dell'Ucraina come repubblica autonoma. Un referendum per l'autonomia (paradossale visto che di fatto annette la Crimea all'ingombrante vicino) che la comunità internazionale ha ritenuto illegale riconsegna il territorio, la sua storia e il governo alla Russia. Gioisce Putin e imbarazza il resto del mondo. Le reazioni a questo atto bellico-politico sono variegate. Dalla fermezza di Obama alla risposta diplomatica dell'Europa, unanime è stata la condanna del leader del Cremlino. Del resto, come si può definire legittima la destituzione di un governo, le scorribande di ronde di miliziani filorussi, il passaggio di carri armati e l'appostamento di cecchini? Quello che Mosca chiama un test è un'occupazione armata in piena regola e le diplomazie del mondo sono chiamate a risolvere la questione prima che si giunga alla guerra civile. Ci riusciranno? Ci proveranno? Vedremo. Negli ultimi anni i testi di Geografia e di Storia dei nostri studenti sono cambiati tanto, forse troppo. Le lacrime e il sangue hanno bagnato la terra nella nuova era, quella della globalizzazione. Ancora una volta, la vita e l'uomo non sono stati messi al centro degli atti e delle decisioni della politica e della economia. Prima o poi, però, si dovrà farlo. Per utilità o per... necessità.

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