lunedì 1 febbraio 2010

SELF-MADE-NON


(Immagine tratta da http://www.fundingfreedom.com/images/bobbiecarlyle2.jpg)
Un tempo gli Stati Uniti erano il faro economico del mondo occidentale. Qualunque cosa importante nasceva in America prima che in qualunque altro Paese del mondo. L’emblema, la bandiera storica che questo Paese sventolava sulla testa di tutti i suoi potenziali rivali era quella del SELF-MADE-MAN, l’uomo che si era fatto da sé. Con questa locuzione veniva inteso denominare quella mentalità tutta anglosassone di creare sistemi economici che davano l’opportunità di arricchirsi a chiunque, anche se partiva da umili origini. Serenamente ed obiettivamente, questo concetto non è stato tradito molto spesso. Fino a poche decine di anni fa. Oggi è quasi impossibile per un americano che viene dai bassifondi fare fortuna in modo legale. La battaglia persa dal self-made-man è stata vinta dalle Corporation. La globalizzazione ha fatto il resto. Per il timore dello spauracchio europeo, con l’era Clinton, gli Stati Uniti hanno favorito l’espansionismo cinese e indiano ed oggi arrancano in un economia che non riescono più a governare perché non la comprendono più. La loro principale ricchezza, come detto, è sempre stata l’iniziativa privata, l’individualità del singolo che era in grado con un’idea, con il proprio lavoro, con la fortuna (perché no) di essere d’esempio per gli altri. Oggi, la ricchezza è diventata come l’energia. “Non si crea e non si distrugge”. Le posizioni sociali raggiunte costringono tutti all’interno di una stretta cerchia economica che sa tanto di “casta” indiana. La Corporation è formata da un insieme di soci è questo potrebbe sembrare una rivisitazione del concetto dell’uomo che si è fatto da sé. Non è così. In un mercato selettivo e lobbista come quello di oggi, governato dal capitalismo mondiale, i protagonisti sono sempre gli stessi. E lo saranno ancora per molto tempo. Almeno fino a quando un SELF-MADE-MAN non deciderà di rinverdire le gesta di un tale Ned Ludd che è passato alla storia per aver tentato di fare una rivoluzione contro il progresso, la tecnologia. Attendo con impazienza quel giorno.

Nessun commento:

Posta un commento