domenica 6 dicembre 2009

Raccomandatismo? No, grazie...


(Immagine tratta da http://deborahannolino.files.wordpress.com/2009/03/raccomandati.jpg)
Raccomandatismo? No, grazie...
Che cosa dovrebbe accomunare chi fa le leggi, chi fa il pane, chi guarisce le malattie, chi costruisce case, chi suona e canta davanti ad una platea gremita? Che cosa occorre per fare un ponte sicuro e resistente, un prodotto alimentare sano e gustoso, un’automobile efficiente comoda e veloce, un’operazione chirurgica che guarisca da una patologia inabilitante? Esiste un vocabolo nel dizionario della lingua italiana che accomuna chi ha un aratro trainato da buoi o raccoglie la frutta dagli alberi con le mani con i più grandi statisti e amministratori delegati di grandi aziende. La parola in questione è QUALITA’. L’ingrediente fondamentale senza il quale ogni cosa si fa più piccola è proprio questo.
Pensate se a tirare il calcio di rigore, che designerà la vittoria o la sconfitta della vostra squadra in un importante torneo internazionale, fosse una persona qualunque che non ha mai calciato un pallone in vita sua.
Pensate se il vostro capoufficio vi comunichi di aver affidato l’incarico che spettava a voi per competenza, titoli, impegno, anzianità, ad un altro che non ha alcun requisito professionale da spendere.
Pensate se una legge importante fosse promulgata sulla base di un disegno presentato da un incompetente che non ha mai conosciuto i temi che vengono trattati in quest’ambito specifico e sia votata e approvata da rappresentanti del popolo ancor meno capaci ed informati.
Pensate se un’operazione fondamentale che divide la vostra vita dalla morte non fosse condotta ed eseguita da un’equipe di medici ma da inesperti con insufficienti conoscenze teoriche e nessuna attitudine alla manualità.
Pensate se il cibo che state cucinando o servendo sulla vostra tavola fosse stato prodotto senza alcuna cura o attenzione ai normali criteri igienico-sanitari e gli alimenti risultino vistosamente alterati e/o contaminati.
Pensate a quante volte avete visto persone meno dotate svolgere un compito che toccava a qualcun altro e capirete nel medesimo istante perché l’Italia ha una marcia in meno rispetto a qualunque altro Paese del mondo. Checché ne dicano i grandi soloni dei rilievi statistici internazionali.

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